giovedì 2 settembre 2010

mi senti?

Recentemente è stata emanata la norma UNI 11367 “Acustica in edilizia – Classificazione acustica delle unità immobiliari - procedura di valutazione e verifica in opera” ed è in corso di discussione il Decreto sulla Classificazione Acustica degli edifici che prevede l’obbligo di attribuzione di una “Classe acustica” all’edificio, da comunicarsi all’acquirente o al proprietario. Di fatto sostituisce i livelli di isolamento, calpestio ecc. del DPCM 5 dicembre 1997 sui requisiti acustici passivi degli edifici, con delle classi acustiche.
A differenza della certificazione energetica, che prevede un processo che porta alla determinazione della classe energetica, questa è una classificazione che “collauda” in opera le caratteristiche acustiche (comfort acustico) del fabbricato.

Alcune associazioni di categoria del settore immobiliare, già si stanno attrezzando per contestare, su giornali e riviste di settore, anche questa classificazione, portando la solita e noiosa tesi che la classificazione acustica, così come la certificazione energetica (Dlgs 192/2005 e smi), o il rispetto della sicurezza degli impianti (DM37/2008), e via dicendo non siano altro che “lacci e lacciuoli” burocrazia che introduce lavoro e costi buroindotti, che gravano sui cittadini. Ed è la burocrazia (non la situazione economica) che rallenta il mercato e le vendite.
Insomma le regole sono un fastidio, e piuttosto che migliorare contenuti ed applicazione delle regole, meglio annullarle.
Da qui alcune considerazioni:
sulla scatola di una lampadina da 5 euro, sono indicati la potenza, il livello di illuminamento, la classe energetica, il marchio CE il livello di illuminamento, le modalità di smaltimento e la temperatura (resa cromatica) e per un ferro da stiro a vapore, valore circa 100 €, sulla scatola c’è il marchio CE, la potenza, la tensione dell’alimentazione, nel libretto c’è la garanzia e le modalità d’uso. Nelle indicazioni di elettrodomestici da qualche centinaia di euro quali frigoriferi, condizionatori autonomi, o lavatrici sono indicate, oltre alla classe energetica e le condizioni di sicurezza, anche le caratteristiche acustiche, fino ai libretti e garanzie assicurate delle automobili del costo di qualche migliaia di euro.

Possibile che un prodotto così sofisticato e complesso come un edificio o un appartamento, che coinvolge decide di imprese e professionisti e la cui durata è superiore ai 10 anni, ed il cui valore non è mai inferiore ai 100.000 euro non debba avere alcun tipo di qualificazione né energetica né acustica? Né di garanzia di funzionamento e di sicurezza? Che tipo di servizio si fa verso i “consumatori, termine orrendo, o meglio verso i cittadini?

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