domenica 31 ottobre 2010

...noi siamo come le lucciole, brilliamo nelle tenebre ...

Il settore elettrico è responsabile di circa i due-terzi delle emissioni di gas a effetto serra […] Al momento le opzioni sono tre e tutte estremamente importanti – il nucleare, le rinnovabili e la cattura dell’anidride carbonica – ma queste forniscono apporti differenti sia in termini quantitativi che nelle modalità, nonché su orizzonti temporali differenti” da ‘Il mondo ritorna all’atomo’ di J.Giliberto intervista a Fatih Birol (IEA) Ilsole24ore 30 ottobre 2010.

Quando leggo gli articoli giornalistici a favore di una soluzione tecnologica in particolare, sia essa il nucleare, l’eolico o il fotovoltaico, rimango stupito di due aspetti:
- primo che ci si riferisca sempre ed esclusivamente alla produzione di energia elettrica, senza tenere conto che i consumi energetici riguardano l’uso di energia meccanica (automobili, ascensori, compressori, ecc…) e l’uso di energia termica (riscaldamento, raffrescamento) per i quali l’uso dell’energia elettrica può essere irrazionale in quanto “energia preziosa”;
- secondo che non si tiene conto del RISPARMIO (consumare meno) e dell’EFFICIENZA (consumare meglio), due soluzioni che comportano un maggiore sforzo progettuale, ma anche maggiori economie, invenzioni e innovazioni, in qualunque settore, in particolare quello delle costruzioni ed impiantistico.
I decisori politici (ed i loro analisti economici o ambientali) sembrano conoscere solo l’energia elettrica, ed è così che si finanzia il fotovoltaico, si rinnova il contoenergia (1,2 GW installati in Italia, un successo (?) al modico costo di quasi 500 milioni di euro all’anno di incentivi riconosciuto per 20 anni), ma si fatica a comprendere l’utilità del rinnovo delle Detrazioni del 55% relative ad interventi di risparmio ed efficientamento energetico.

L’uso di energia elettrica a fini termici è sensato quando si utilizzano le pompe di calore, ovvero quando si sfrutta l’energia aerotermica, idrotermica o geotermica (come definite dalla Direttiva 2009/28/CE), prelevata dalle sorgenti grazie ad un ciclo termodinamico inverso (viva Carnot!).

Le pompe di calore sono una buona soluzione impiantistica, ma, a differenza dei sistemi a combustione, necessitano di una attenta progettazione e comprensione del funzionamento in relazione alle variazioni di temperatura della sorgente esterne.

Con buona pace dei decisori politici, che sembra vogliano riscaldare elettricamente (come succede in Francia, così da poter avere commesse per produrre energia nucleare) il settore impiantistico si sta rivolgendo verso l’uso efficiente dell’energia, ed il settore delle costruzioni verso soluzioni per il risparmio energetico, basta guardare l’aumento degli spessori degli isolanti e dei vetri.

Ps. Il post può ricordare tesi “ambientaliste” o “Nimby”, nulla di tutto questo, non sono un ambientalista.

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2 commenti:

tosigio ha detto...

Modestini

Marco_Ricci ha detto...

Carissimo Professore,
il vantaggio ambientale e quello politico sono due ambiti completamente contrapposti. Se da una parte il vantaggio ambientale è basato su un attento lavoro che riesce a dare segnali importanti solamente dopo anni di attenta applicaizone, quello politico deve essere immediato per dare una risposta agli elettori che ogni 5 anni vengono chiamamti alle urne. La colpa di tutto ciò è solamente nostra; nostra è la colpa di seguire leader che promettono energie rinnovabili a destra e a sinistra, che paiono utilizzare il sapere di grossi luminari partoriti dalle nostre università. Come dice Lei la cosa importante è sviluppare una coscienza del risparmio, sensibilizzare i committenti ad utilizzo di migliori tecnologie impiantistiche e strutturali senza approfitarsene con parcelle esasperate, che dovrebbero essere un pò più sotto il controllo degli ordini professionali. Un Saluto