domenica 21 novembre 2010

il sistema di misura

Nel 1774 Joseph Priestley riesce a misurare i composti chimici dell’aria e scopre l’ossigeno. Ci si chiede come abbia fatto la gente a respirare fino al 1774.
Nel 1860 la “Convenzione internazionale dei pesi e delle misure” istituisce il Sistema Metrico Internazionale (SMI) abolendo le misure in piedi, braccia, cubiti, … rimangono le yard, i galloni e le misure del sistema metrico britannico ed anglosassone.
In Italia la temperatura interna fissate per il riscaldamento, è di 20°C, ovvero 293,15 °K, ovvero 68°Fahreneit. Il fabbisogno di energia termica può essere misurato in kWh o in unità termica britannica (btu) oppure in Therm.
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Le modalità di calcolo di una misura o di una prestazione incidono anche sulle soluzioni tecniche che si possono adottare per migliorare la prestazione. Ad esempio dove il sistema di classificazione è basato sull’energia termica utile dell’edificio, che dipende dall’involucro, si sono adottate soluzioni tecniche volte all’iper-isolamento (ad esempio Casaclima nelle prime versioni).
Il modello di calcolo delle UNITS 11300, in particolare la parte 1, prevede che i ponti termici siano calcolati secondo le UNI EN 10211 (metodo analitico) o secondo la UNI 14683 (atlante dei ponti termici), quest’ultima riporta una casistica di 60 ponti termici, e di soli 4 valori del coefficiente di trasmissione lineare per il ponte termico pilatro+parete. Questo vuol dire che il range di valori di miglioramento del ponte termico di pilastro+parete può variare tra i 1,30 ed i 0,90 W/mK, se non si adotta un metodo di calcolo analitico.
Altro esempio. Il tasso di ricambio per ventilazione naturale delle residenze, che tiene conto dell’apertura delle finestre per il ricambio d’aria e della tenuta degli infissi è fissato pari a: 0,3 V/ora. Questo vuol dire che se non si adottano sistemi di ventilazione meccanica controllata che “sigillano” il ricambio d’aria dell’edificio, qualunque soluzione di riduzione delle infiltrazioni d’aria attraverso gli infissi, non consente di valutare il miglioramento.
Tali accorgimenti sono adottati in quanto il metodo di calcolo delle UNITS 11300 (derivato dalla UNI EN ISO 13790) usa il metodo “steady-steate” (quasi-statico), ovvero presuppone che le variazioni tra uno stato fisico e l’altro varino attraverso infinitesime variazioni in equilibrio.
Questo consente di valutare il fabbisogno energetico senza dover tenere conto di tutte le variabili dovute al comportamento dinamico, con un buon margine di correttezza della valutazione. Il metodo di calcolo tiene conto del comportamento dinamico con la capacità termica interna, intermittenza/attenuazione ed il fattore di utilizzazione.
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Con questo non significa che non si debbano isolare i ponti termici o adottare infissi a tenuta d’aria, ma che per valutare il beneficio in termini di miglioramento della prestazione energetica di tali interventi è bene riferirsi agli specifici metodi di calcolo e normative di riferimento.

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