giovedì 24 febbraio 2011

Direttiva 2009/28/CE – Lavori in corso 3 - “Il diavolo sta nei dettagli”

Il recepimento della Direttiva 2009/28/CE è attualmente sottoposto a parere Parlamentare presso il Senato della Repubblica, atto n.302.
L’aspetto più innovativo dello schema del Decreto legislativo riguarda la disciplina dei regimi di sostegno, ovvero degli incentivi, utilizzati per incrementare la produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili e interventi per l’efficienza energetica.
La nuova disciplina si pone l’obiettivo di semplificare e garantire stabilmente nel tempo gli incentivi, ed, ove possibile, "separandoli dalle variabili" di Bilancio dello Stato e quindi dai provvedimenti(Finanziaria).

Indicativo in tal senso è il comma 3 dell’art.22 che recita: “Dal presente titolo [Titolo V Regimi di sostegno] non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato”.
La principale novità consiste nel fatto che l’incentivo non viene più riconosciuto dallo Stato, ma dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) mediante contratti di diritto privato, i cui contenuti dovranno essere definiti dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas.

Di fatto il finanziamento degli incentivi “esce” dal Bilancio dello Stato (si contribuisce in base al reddito) ed “entra” a carico del sistema elettrico, e quindi nelle bollette energetiche (si paga in base ai consumi).

Il Decreto prevede particolari regimi di sostegno per la produzione di energia da biomasse, biogas e bioliquidi, per i quali non sono previsti limiti o potenze installate massime per ottenere gli incentivi.

Lo stesso GSE (art.22 comma 5 lettera b), con apposito decreto attuativo, avrà il compito di selezionare i soggetti aventi diritto agli incentivi attraverso le procedure d’asta. La scelta di eliminare l’accesso automatico agli incentivi e di demandare alla scelta di un soggetto (il GSE) per il rilascio degli stessi incentivi, rischia di riportare indietro l’orologio degli investimenti alla prima versione dei Certificati Verdi o del Contoenergia, che hanno prodotto un mercato parallelo di vendita dei progetti incentivati. Il fatto che gli incentivi non siano rilasciati in automatico, come succede ora per il contoenergia, ma sulla base di “criteri d’asta”, riduce la certezza dell’investimento ed aumenta (con molta probabilità) gli oneri e le procedure a carico del soggetto responsabile dell’impianto da fonti rinnovabili.
In merito alla produzione di energia termica ed interventi di efficientamento energetico, si “spostano” eventuali incentivi quali la detrazione del 55% delle spese sostenute per l’installazione di impianti solare termico, da detrazione a contributi o compensazione sulle tariffe del gas naturale.
Non è chiaro quale possa essere l’impatto sui beneficiari, sugli utenti e sui distributori, ed il ritorno nell’investimento dato che, ad esempio, il solare termico ha tempi di ritorno superiori ai 7 anni, per un isolamento a capotto anche più di 12 anni, mentre il periodi di diritto all’incentivo è di 5 anni (art.26 comma 1 lettera c).
Viene abrogato il “Fondo di rotazione per il finanziamento tramite terzi” introdotto dall’art.9 del Dlgs 115/2008.

***
Almeno questo è quello che sembra esserci scritto.
***

(Riproduzione riservata. Il materiale contenuto è consultabile e riproducibile a patto di citarne fonte ed autore ed i relativi link. )

Nessun commento: