venerdì 15 aprile 2011

Obblighi legislativi e possibilità normative per le rinnovabili.

L’Allegato 3 del Dlgs 28/2011 (Decreto “Romani” sulle rinnovabili) fissa gli obblighi di dotazione minima da fonti energetiche rinnovabili per edifici di nuova costruzione. Al punto 2 specifica che gli obblighi di produzione minima di energia termica da fonti rinnovabili (50% ACS e 50% di tutti gli usi termini dal 1° gennaio 2007) non possono essere assolti “tramite impianti da fonti rinnovabili che producono esclusivamente energie elettrica la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento”. Ad esempio l’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico che alimenta un boiler elettrico per ACS non può essere computata per rispettare tale limite di legge. Tale disposizione sembra in contrasto con quanto prevede la BOZZA della UNITS 11300 parte 4: “Ai fini della valutazione del fabbisogno energetico degli edifici, l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico può ridurre, fino al massimo ad annullarla, l’energia elettrica assorbita (da macchine ed ausiliari) dagli impianti considerati in tale valutazione (climatizzazione invernale ed estiva, produzione di acqua calda sanitaria ed illuminazione.” Sembrerebbe che la norma tecnica consenta una possibilità che il Decreto Legislativo vieta. A legger bene il Dlgs 28/2011 si riferisce agli obblighi minimi di dotazione di energia prodotta da FER , mentre la norma si riferisce al calcolo. Ad esempio per il calcolo dell’indice EP posso considerare l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico che alimenta il boiler elettrico, ma non rispetto i limiti di legge dell’Allegato 3 del DLgs 28/2011. Potrei in questo caso ricorrere alla deroga di cui al punto 7 dell’Allegato 3 del Dlgs 28/2011 che prevede la deroga se l’indice EP di progetto è minore della formula riportata al successivo punto 8. Nel caso di pompe di calore alimentate da un impianto microeolico per la produzione di energia elettrica da FER (per non citare sempre di fotovoltaico!) il limite di dotarsi di un impianto da FER che copra il 50% di energia termica da fonti rinnovabili può essere soddisfatto dall’energia aerotermica (o idrotermica o geotermica) rinnovabile prodotta dalla pompa di calore, mentre l’energia elettrica prodotta dall’impianto microeolico può essere scomputata dal fabbisogno di energia elettrica per alimentare le pompa di calore, come previsto nella BOZZA UNITS 11300 parte 4. *** Si ricorda che nelle regioni con propri provvedimenti, occorre attendere i provvedimenti regionali da approvarsi entro 180 giorni. (Riproduzione riservata. Il materiale contenuto è consultabile e riproducibile a patto di citarne fonte ed autore ed i relativi link)

2 commenti:

Giampaolo Silvestri (Architetto) ha detto...

Se la norma nazionale è confusionaria e controproducente perché le regioni devono seguirla? Non si comprenderebbe l'utilità di avere normative nazionali e regionali diversificate se poi alla fine si ha il costo di adeguare una normativa (un costo tecnico per tutti, enti, professionisti e di conseguenza cittadini) senza nemmeno l'utilità di poterla modificare/migliorare/correggere. In altre parole il decreto Romani sembra voglia anacronisticamente limitare le rinnovabili, spero la Regione non lo segua pedissequamente.

Kristian Fabbri ha detto...

Ma il Dlgs 28/2011 non limita le rinnovabili, anzi per gli edifici di nuova costruzione introduce livelli di dotazione minima molto stringente. Specifica come considerare l'energia elettrica da FER per usi termici, e, per certi versi può essere condivisibile, ad esempio: che senso ha l'uso di impianti fotovoltaici per alimentare riscaldamenti elettrici?