venerdì 9 settembre 2011

Pigliate quei quattro capponi, poveretti! a cui dovevo tirare il collo, per il banchetto di domenica, e portateglieli; perché non bisogna mai andar con le mani vote da que’ signori.[…] riunì le loro otto gambe, come se facesse un mazzetto di fiori, le avvolse e le stinse con uno spago, e le consegnò in mano a Renzo […] Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in già, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di FIERE scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura".

Ottobre è il mese delle castagne e delle fiere, quest’anno, come i capponi di Renzo, le due principali Fiere dell’edilizia il SAIE (Bologna) ed il MADE (Milano ex-SAIE 2) si sono ingegnate a beccarsi l’una con l’altra, pur essendo entrambe compagne di sventura nella crisi finanziaria-economico-energetica-politica che sommerge il paese.
Il settore fiere è in crisi, anche a causa dello sviluppo delle reti commerciali grazie ad internet che rende menu-utile la visita in fiera del professionista, che comunque è già informato grazie a newsletter e corsi di formazione, anche online.
A questo si aggiunge il proliferare di piccole fiere specialistiche, di settore, si pensi al SolarExpo (Verona) per le rinnovabili (fotovoltaico) e Progetto Fuoco (sempre Verona, sulle biomasse), Klimahouse (Bolzano, edilizia sostenibile-Casaclima), ECOMONDO (Rimini, rifiuti ambiente e rinnovabili), MCE-expocomfort (Milano, impiantistica), Restauro (Ferrara sul restauro) ed altre “locali” Expo-edilizia (Roma), Agroenergia (Cesena), Geotherm (sempre Ferrara sulla geotermia) che lambiscono il settore dell’edilizia.
Per quale ragione un settore come l’edilizia in cui l’innovazione è lenta e decennale, si pensi a quanto tempo c’è voluto prima che venissero introdotte nella produzione corrente soluzioni come l’isolamento a cappotto, le pompe di calore, le facciate continue e quelle ancora in attesa come la domotica, il laterizi , ecc.; appunto per quale ragione questa “concorrenza intra-federale” ?

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