venerdì 23 marzo 2012

Dubbi e certezze: la UNITS 11300 parte 4

L’UNI ed il CTI hanno (sembra) concluso l’inchiesta pubblica della norma UNITS 11300 parte 4Utilizzo di energia rinnovabili ed altri metodi di generazione per riscaldamento di ambienti e produzione di acqua calda sanitaria”.
La norma è molto attesa dal settore, sia da parte dei termotecnici, che attendono un riferimento sicuro per il calcolo, sia da parte delle imprese e progettisti dato che nel momento in cui propongono una data tecnologia vogliono essere certi che sia correttamente dimensionata e consenta di rispettare i requisiti minimi di legge, in particolare in termini di dotazione minima da fonti energetiche rinnovabili.
La UNITS 11300 parte 4 dovrebbe chiarire:

- come calcolare gli impianti solare termico e fotovoltaico, di fatto codificando metodi già in uso in base a norme europee e nazionali;

- come determinare il fabbisogno di energia primaria delle pompe di calore, in particolare per quelle che hanno come sorgente esterna l’aria e quindi sono soggette alle variabili climatiche esterne. In questo senso la norma individua il metodo di calcolo dei “bin” che consente di determinare il profilo giornaliero dell’andamento della temperatura;

- come calcolare gli impianti a biomassa, in particolare le perdite di emissione ed i rendimenti pre-calcolati in mancanza di dati di targa;

- come considerare l’energia fornita dagli impianti di teleriscaldamento, a partire dalla sottocentrale di connessione e scambio con l’edificio. Il teleriscaldamento sarà un altro “tema scottante” del prossimo futuro dato che è una tecnologia non ancora normata (dovrebbe occuparsene la Direttiva 2006/32/CE sui servizi energetici ora in fase di aggiornamento), per la quale è previsto uno specifico fondo dal DLgs 28/2011 e che non è ancora chiaro se siano servizi di "pubblica utilità" o privati;

- come calcolare gli impianti di mini- e micro-cogenerazione a servizio degli edifici, anche in questo caso utilizzanto il metodo dei “bin” e consentendo di valutare il corretto dimensionamento dei macchinari, purchè siano ad “inseguimento termico”.
Il fabbisogno di energia primaria è determinato dalla somma dell’energia fornita (Q.delivered) e dell’energia esportata (Q.exported) per ciascun servizio energetico (riscaldamento, ACS, etc..) e per ciascun vettore energetico (gas, GPL, elettricità, biomasse etc…).
L’aspetto più importante riguarda il criterio di attivazione dei diversi generatori.
Si tralascia qui l’aspetto tecnico per sottolineare la svolta:
- si passa da un unico generatore mono-valente (caldaia&terminali);
- ad un sistema poli-valente con più generatori (solare termico + pompa di calore + caldaia & terminali), con priorità di soddisfazione del carico termico calcolato mese per mese.
Questo comporta una maggiore attenzione e responsabilità per i progettisti.
Sono nuovamente demandati a provvedimenti di carattere legislativo:
- i fattori di conversione in energia primaria,
- il criterio per determinare la copertura di energia da fonti rinnovabili;
- e restano ancora da chiarire o meglio studiare ed interpretare, come comportarsi nel caso di impianti con pompe di calore elettriche alimentate da fotovoltaico o cogenerazione.

Kristian Fabbri
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