giovedì 18 luglio 2013

Decreto Legislativo n.63/2013

Entro il 4 agosto 2013 dovrà essere convertito in Legge il Decreto Legislativo n.63/2013, ad oggi (18 luglio 2013) il DL è stato già approvato dal Senato ed è in corso di discussione nelle Commissioni del Parlamento. 

Il provvedimento è stato approvato al fine di evitare ritardi nel recepimento della Direttiva 2010/31/UE e quindi l’applicazione della procedura di sanzione da parte della Comunità Europea, e si tratta del primo passo verso il ridisegno del quadro legislativo nell’ottica Horizon 2020 che prevede (e questo ormai è dato per assodato, almeno nei convegni) la costruzione di nuovi edifici “ad energia quasi zero” ovvero che consumino molta poca energia, quanta ? non è stato ancora definito, tenuto conto che gli edifici residenziali in Classe A+ , più o meno, rispetto ai vari range nazionali e territoriali, hanno un indice EP minore di 25 kWh/m2/anno, si presume che l’edificio ad energia quasi zero dovrà avere un fabbisogno minore 0 – 5 kWh/m2/anno.

Come è possibile raggiungere questo obiettivo ?
Nessuna singola strategia tecnologica o impiantistica consente di raggiungere questo risultato. La novità di tale obiettivo è che non vi possono più essere risposte univoche: “isolamento a cappotto da 16 cm”, “ventilazione meccanica controllata”, “recuperatore di calore”, “pompa di calore”, “solare termico”, “solare fotovoltaico”, nessuna di queste soluzioni da sola è sufficiente, ed in alcuni casi non venderai la pelle dell’orso prima di averlo catturato, nemmeno con l’uso di più tecnologie dato che dipende dall'uso  dalla forma dall'esposizione etc.etc.
La principale novità consiste nell'obbligo a dover prevedere un pre-calcolo di qualunque soluzione progettuale, l’iter: disegno architettonico --> passo il lavoro allo strutturista --> passo il lavoro al termotecnico, non sarà in grado di raggiungere gli obiettivi di cui sopra, in particolare se questi obiettivi devono essere certificati nell’Attestato di Prestazione Energetica (il cambio nome non modifica l’attuale quadro ACE = APE, come chiarito dal Ministero dello Sviluppo Economico) e possono essere (vi son diversi casi in merito) oggetto di contenzioso.Gli edifici ad energia quasi zero sono e saranno una parte minoritaria del lavoro di progettisti ed imprese lo 0,5 % dell’intero patrimonio edilizio (in Italia ci sono circa 20 milioni di unità immobiliari e quelle di nuova costruzione sono circa 160.000 all’anno, probabilmente in periodo i crisi negli anni 2012/2013 anche meno) il resto del lavoro riguarda la ristrutturazione o riqualificazione energetica degli edifici esistenti.Intervenire sugli edifici esistenti può richiedere risorse economiche esterne al mercato immobiliare. 

Il DL 63/2013 è intervenuto mettendo una pezza e prolungando fino a fine anno, gli incentivi del 55% anzi sono stati aumentati fino al 65% con grande sollievo da parte degli operatori del settore, che sono stati ascoltati dato che si è dimostrato uno strumento utile ed efficace, perché sufficientemente semplice, a differenza dell’altro provvedimento il Contoenergia Termico (DM 28 dicembre 2012) ed il relativo portale GSE richiedono ancor del rodaggio e presentano delle rigidità.Nei post sono riportati osservazioni e novità relative al quadro legislativo e/o normativo, e non a questioni o soluzioni tecniche, potrei riportare dei casi studio, anche se c’è una apposta pagine. 

Il DL 63/2013 è il primo passo di un nuovo percorso che porterà alla revisione del quadro giuridico e delle normative tecniche, in fase di discussione anche in sede CEN,  a livello europeo. 
Non sarà la rivoluzione apportata con il Dlgs 192/2005 e successive modifiche, di certo il nuovo contesto del settore, in crisi ormai cronica, e che sta provando a dotarsi di nuovi strumenti di finanziamento, incentivi, contratti, Patto deiSindaci etc.etc., in tale contesto dovrà attingere alle risorse migliori quelle dei progettisti e delle imprese.

Buona estate.

Kristian Fabbri
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