mercoledì 22 dicembre 2010

... brrrr ... brrrr !

scesa la temperatura,
caduta la neve
in attesa di colui che "scende dalle stelle,
o re del cielo, che vivi in una grotta al freddo ed al gelo
"
(come nelle recite natalizie dei bimbi),

e per l'anno nuovo

auguri di buone feste.
Kristian

...bruum ... bruum

Quattro ingegneri stanno andando ad una festa in un’automobile. Ad un certo punto l’automobile si ferma. - L’ingegnere meccanico dice: “sarà sicuramente un guasto meccanico del motore, qualcosa dei pistoni, della cinghia di trasmissione o dell’albero motore”. -“No, di sicuro dev’essere un problema di combustione, di alimentazione oppure degli ottani della benzina” corregge l’ingegnere chimico. - “Vi sbagliate” fa l’ingegnere elettronicodi sicuro è un problema della centralina elettrica, del sistema di controllo elettronico”. - In ultimo l’ingegnere informatico propone: “e se usciamo e poi rientriamo?

Questa barzellette 'girava' tra gli ingegneri mentre studiavo architettura, e ci ho messo un poco a capirla, … poi ho conosciuto gli informatici …
mi è tornata in mente mentre assistevo ad un dibattito sull’energia, tema vasto, nel quale intervenivano importanti attori sociali produttori e gestori dell’energia, studiosi ed associazioni ambientaliste.
Durante il dibattito molto si è discusso, sulle solite cose: la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili, le tipologie di fonti energetiche rinnovabili per l’energia elettrica, lo sviluppo del fotovoltaico su grandi superfici estese nel deserto, … il (solito) siparietto sull’utilità/inutilità del nucleare, il mai vetusto aneddoto sulla macchina elettrica “… che solo perché ci sono le grandi lobby, che non ha successo
L’efficienza energetica resta un espressione, ed il risparmio energetico una convinzione, … al di fuori di tutto: il dibattito sul potenziale impatto nell’edilizia.

I produttori di energia riescono a comprendere e promuovere soluzioni alternative per la produzione di energia, risulta difficile che tali attori affrontino soluzioni che riducano la necessità dell’energia.

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giovedì 9 dicembre 2010

Bilancio di previsione dello Stato

IL 7 dicembre è stato approvato dal Senato il "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013" (S.2465) [testo non ancora pubblicato]
che prevede all'art.1 comma 48 il (mero) rinnovo della detrazione del 55% delle spese sostenute entro il 31/12/2011 per interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti.

Il testo.

48. Le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano nella misura ivi prevista, anche alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2011. La detrazione spettante ai sensi del presente comma e` ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e all’articolo 29, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

domenica 21 novembre 2010

il sistema di misura

Nel 1774 Joseph Priestley riesce a misurare i composti chimici dell’aria e scopre l’ossigeno. Ci si chiede come abbia fatto la gente a respirare fino al 1774.
Nel 1860 la “Convenzione internazionale dei pesi e delle misure” istituisce il Sistema Metrico Internazionale (SMI) abolendo le misure in piedi, braccia, cubiti, … rimangono le yard, i galloni e le misure del sistema metrico britannico ed anglosassone.
In Italia la temperatura interna fissate per il riscaldamento, è di 20°C, ovvero 293,15 °K, ovvero 68°Fahreneit. Il fabbisogno di energia termica può essere misurato in kWh o in unità termica britannica (btu) oppure in Therm.
***
Le modalità di calcolo di una misura o di una prestazione incidono anche sulle soluzioni tecniche che si possono adottare per migliorare la prestazione. Ad esempio dove il sistema di classificazione è basato sull’energia termica utile dell’edificio, che dipende dall’involucro, si sono adottate soluzioni tecniche volte all’iper-isolamento (ad esempio Casaclima nelle prime versioni).
Il modello di calcolo delle UNITS 11300, in particolare la parte 1, prevede che i ponti termici siano calcolati secondo le UNI EN 10211 (metodo analitico) o secondo la UNI 14683 (atlante dei ponti termici), quest’ultima riporta una casistica di 60 ponti termici, e di soli 4 valori del coefficiente di trasmissione lineare per il ponte termico pilatro+parete. Questo vuol dire che il range di valori di miglioramento del ponte termico di pilastro+parete può variare tra i 1,30 ed i 0,90 W/mK, se non si adotta un metodo di calcolo analitico.
Altro esempio. Il tasso di ricambio per ventilazione naturale delle residenze, che tiene conto dell’apertura delle finestre per il ricambio d’aria e della tenuta degli infissi è fissato pari a: 0,3 V/ora. Questo vuol dire che se non si adottano sistemi di ventilazione meccanica controllata che “sigillano” il ricambio d’aria dell’edificio, qualunque soluzione di riduzione delle infiltrazioni d’aria attraverso gli infissi, non consente di valutare il miglioramento.
Tali accorgimenti sono adottati in quanto il metodo di calcolo delle UNITS 11300 (derivato dalla UNI EN ISO 13790) usa il metodo “steady-steate” (quasi-statico), ovvero presuppone che le variazioni tra uno stato fisico e l’altro varino attraverso infinitesime variazioni in equilibrio.
Questo consente di valutare il fabbisogno energetico senza dover tenere conto di tutte le variabili dovute al comportamento dinamico, con un buon margine di correttezza della valutazione. Il metodo di calcolo tiene conto del comportamento dinamico con la capacità termica interna, intermittenza/attenuazione ed il fattore di utilizzazione.
***
Con questo non significa che non si debbano isolare i ponti termici o adottare infissi a tenuta d’aria, ma che per valutare il beneficio in termini di miglioramento della prestazione energetica di tali interventi è bene riferirsi agli specifici metodi di calcolo e normative di riferimento.

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domenica 31 ottobre 2010

...noi siamo come le lucciole, brilliamo nelle tenebre ...

Il settore elettrico è responsabile di circa i due-terzi delle emissioni di gas a effetto serra […] Al momento le opzioni sono tre e tutte estremamente importanti – il nucleare, le rinnovabili e la cattura dell’anidride carbonica – ma queste forniscono apporti differenti sia in termini quantitativi che nelle modalità, nonché su orizzonti temporali differenti” da ‘Il mondo ritorna all’atomo’ di J.Giliberto intervista a Fatih Birol (IEA) Ilsole24ore 30 ottobre 2010.

Quando leggo gli articoli giornalistici a favore di una soluzione tecnologica in particolare, sia essa il nucleare, l’eolico o il fotovoltaico, rimango stupito di due aspetti:
- primo che ci si riferisca sempre ed esclusivamente alla produzione di energia elettrica, senza tenere conto che i consumi energetici riguardano l’uso di energia meccanica (automobili, ascensori, compressori, ecc…) e l’uso di energia termica (riscaldamento, raffrescamento) per i quali l’uso dell’energia elettrica può essere irrazionale in quanto “energia preziosa”;
- secondo che non si tiene conto del RISPARMIO (consumare meno) e dell’EFFICIENZA (consumare meglio), due soluzioni che comportano un maggiore sforzo progettuale, ma anche maggiori economie, invenzioni e innovazioni, in qualunque settore, in particolare quello delle costruzioni ed impiantistico.
I decisori politici (ed i loro analisti economici o ambientali) sembrano conoscere solo l’energia elettrica, ed è così che si finanzia il fotovoltaico, si rinnova il contoenergia (1,2 GW installati in Italia, un successo (?) al modico costo di quasi 500 milioni di euro all’anno di incentivi riconosciuto per 20 anni), ma si fatica a comprendere l’utilità del rinnovo delle Detrazioni del 55% relative ad interventi di risparmio ed efficientamento energetico.

L’uso di energia elettrica a fini termici è sensato quando si utilizzano le pompe di calore, ovvero quando si sfrutta l’energia aerotermica, idrotermica o geotermica (come definite dalla Direttiva 2009/28/CE), prelevata dalle sorgenti grazie ad un ciclo termodinamico inverso (viva Carnot!).

Le pompe di calore sono una buona soluzione impiantistica, ma, a differenza dei sistemi a combustione, necessitano di una attenta progettazione e comprensione del funzionamento in relazione alle variazioni di temperatura della sorgente esterne.

Con buona pace dei decisori politici, che sembra vogliano riscaldare elettricamente (come succede in Francia, così da poter avere commesse per produrre energia nucleare) il settore impiantistico si sta rivolgendo verso l’uso efficiente dell’energia, ed il settore delle costruzioni verso soluzioni per il risparmio energetico, basta guardare l’aumento degli spessori degli isolanti e dei vetri.

Ps. Il post può ricordare tesi “ambientaliste” o “Nimby”, nulla di tutto questo, non sono un ambientalista.

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giovedì 14 ottobre 2010

SIATE DILIGENTI! (se potete)

Nel settore del Real Estate (proprietari di grandi asset e/o portafogli immobiliari) l’uso della lingua inglese è obbligatoria per esprimere termini, e quindi concetti difficilmente traducibili in altre lingue. Il caso della DUE DILIGENCE è uno di questi. Tradotto in italiano dovrebbe essere due = dovuto, giusto, e diligence = zelo, diligenza (nel senso di essere diligente e non della carrozza portavalori del “vecchio west”). Due Diligence si traduce quindi con “essere diligente” o la “giusta diligenza”, pessima terminologia.
In sintesi la Due Diligence è una attività di consulenza (interna o esterna) rivolta verso i grandi proprietari immobiliari per controllare che tutta la documentazione relativa ad immobili sia completa e corretta, e che non vi siano elementi (vincoli, servitù, documenti incompleti, autorizzazioni mancanti) che possano comprometterne la compravendita, l’alienazione o la trasformazione. Nella “piccola scala” è il lavoro che il buon professionista svolge nel raccogliere tutta la documentazione che va dalle licenze edilizie, agli atti di compravendita, ai dati catastali, dichiarazioni di conformità ecc…
La Due Diligenze può essere di tipo legale o tecnico, riferirsi alla descrizione dello stato di fatto oppure a possibili interventi di trasformazione ai fini di aumentarne la “redditività” (brutta parola che esprime la capacità di creare reddito ovvero aumento di valore).
Cenerentola della compravendita di grandi comparti immobiliari sono i documenti tecnici relativi ai sistemi tecnologici (muffe, situazioni di degrado) ed impiantistici (rendimenti, corretto funzionamento) in quanto non incidono, in maniera sensibile, sulla redditività.
I costi energetici ovvero il costo del bene nel tempo (oneri accessori) dovrebbe essere la chiave per includere nella fase di compravendita la possibilità di aumentare la redditività di quegli immobili il cui costo energetico è minore.

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al centro

“SAIE al centro di Bologna e dell’Europa” … mentre stavo scrivendo il post che sarà pubblicato successivamente a questo (futuro anteriore) la radio ha mandato in onda il seguente messaggio pubblicitario, mentre si parlava della riforma universitaria (sic!).
Al SAIE 2009 vi sono stati molti più convegni sul tema efficienza energetica e qualità della costruzione (marchi di qualità, LEED, ecc…) rispetto agli anni precedenti. Negli stand era evidente la “crisi” ovvero la presenza di stand vuoti.
Il SAIE 2010 dovrebbe essere quello dell’uscita dalla crisi economica o da quella immobiliare.

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giovedì 23 settembre 2010

EMILIA-ROMAGNA Approvata la DGR 1362/2010

Il 20 settembre 2010 la Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato la Delibera 1362/2010 che modifica gli allegati della parte seconda della DAL 156/2008.
La DGR 1362/2010 aggiorna la precedente delibera secondo quanto previsto dal DPR 59/2009 (requisiti minimi nazionali) ed è stata l’occasione per rivedere i contenuti degli allegati alla luce di più di due anni di applicazione della DAL 156/2008.
In particolare aggiorna il limite dell’EPacs, introduce il limite dell’indice EPe,inv (raffrescamento) come il DPR 59/2009 ed aggiorna il requisito 6.4 in merito alle prestazioni energetiche per evitare il surriscaldamento (trasmittanza termica periodica).
Inoltre rivede le definizioni dei sistemi BACS (Domotica, la Regione Emilia-Romagna è l’unica che prevede requisiti minimi per la dotazione di automazione all’interno degli edifici) ed introduce i criteri per adottare le biomasse (come DPR 59/2009).
Chiarisce i sistemi compensativi per le FER, e per l’ACS consente i utilizzare soluzioni più “efficienti” in sostituzione alla dotazione di impianti FER, la Regione Emilia-Romagna, non ammette deroghe, MA prevede sistemi compensativi mediante il ricorso a sistemi più efficienti, teleriscaldamento e impianti di micro cogenerazione.

La DGR 1362/2010 CAMBIA IL FORMATO ED I CONTENUTI DELLA Relazione Tecnica EX-L.10/1991 (Allegato 4) e prevede l’obbligo di comunicazione del soggetto certificatore contestualmente alla presentazione della Relazione Tecnica EX-L.10/1991 e quindi con la Dichiarazione di Inizio lavori (nei casi in cui è previsto che sia redatto il certificato: edifici di nuova costruzione e ristrutturazioni con SU > 1000 mq).

Individua nel dettaglio quali debbano essere le METODOLOGIE ed i METODI di calcolo da adottare (Allegato 8), e le procedure e la documentazione che il soggetto certificatore deve redigere verso il richiedente, in particolare la lettera informativa (Allegato 6). Rivede contenuti e formato grafico dell’Attestato di Certificazione Energetica introducendo il “cruscotto”, ed l’indicazione dell’indice EPe,inv (raffrescamento).

A breve sarà pubblicato anche l'aggiornamento del software SACE per la compilazione dell'Attestato di Certificazione Energetica.

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giovedì 2 settembre 2010

mi senti?

Recentemente è stata emanata la norma UNI 11367 “Acustica in edilizia – Classificazione acustica delle unità immobiliari - procedura di valutazione e verifica in opera” ed è in corso di discussione il Decreto sulla Classificazione Acustica degli edifici che prevede l’obbligo di attribuzione di una “Classe acustica” all’edificio, da comunicarsi all’acquirente o al proprietario. Di fatto sostituisce i livelli di isolamento, calpestio ecc. del DPCM 5 dicembre 1997 sui requisiti acustici passivi degli edifici, con delle classi acustiche.
A differenza della certificazione energetica, che prevede un processo che porta alla determinazione della classe energetica, questa è una classificazione che “collauda” in opera le caratteristiche acustiche (comfort acustico) del fabbricato.

Alcune associazioni di categoria del settore immobiliare, già si stanno attrezzando per contestare, su giornali e riviste di settore, anche questa classificazione, portando la solita e noiosa tesi che la classificazione acustica, così come la certificazione energetica (Dlgs 192/2005 e smi), o il rispetto della sicurezza degli impianti (DM37/2008), e via dicendo non siano altro che “lacci e lacciuoli” burocrazia che introduce lavoro e costi buroindotti, che gravano sui cittadini. Ed è la burocrazia (non la situazione economica) che rallenta il mercato e le vendite.
Insomma le regole sono un fastidio, e piuttosto che migliorare contenuti ed applicazione delle regole, meglio annullarle.
Da qui alcune considerazioni:
sulla scatola di una lampadina da 5 euro, sono indicati la potenza, il livello di illuminamento, la classe energetica, il marchio CE il livello di illuminamento, le modalità di smaltimento e la temperatura (resa cromatica) e per un ferro da stiro a vapore, valore circa 100 €, sulla scatola c’è il marchio CE, la potenza, la tensione dell’alimentazione, nel libretto c’è la garanzia e le modalità d’uso. Nelle indicazioni di elettrodomestici da qualche centinaia di euro quali frigoriferi, condizionatori autonomi, o lavatrici sono indicate, oltre alla classe energetica e le condizioni di sicurezza, anche le caratteristiche acustiche, fino ai libretti e garanzie assicurate delle automobili del costo di qualche migliaia di euro.

Possibile che un prodotto così sofisticato e complesso come un edificio o un appartamento, che coinvolge decide di imprese e professionisti e la cui durata è superiore ai 10 anni, ed il cui valore non è mai inferiore ai 100.000 euro non debba avere alcun tipo di qualificazione né energetica né acustica? Né di garanzia di funzionamento e di sicurezza? Che tipo di servizio si fa verso i “consumatori, termine orrendo, o meglio verso i cittadini?

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venerdì 23 luglio 2010

ERRATA CORRIGE

L'UNI ha pubblicato l'errata corrige della UNITS 11300 parte 1.

Si può scaricare gratuitamente al seguente indirizzo:

http://webstore.uni.com/unistore/public/productdetails?productId=UNI1130001C1!EIT

Le modifiche riguardano chiarimenti in merito a simboli e definizioni, ma introduce alcune importanti precisazioni:
1) riferisce i dati climatici al periodo considerato in particolare quando il fabbisogno è riferito a frazione di mese, questo vuol dire una valutazione più puntuale e corrispondente alla situaizone climatica reale, penso che questo porti ad una riduzione del valore del fabbisogno di energia termica utile;

2) chiarisce quando si debbano considerare le zone termiche non climatizzate;

3) definisce il valore di ricambio d'aria per le attività industriali ed artigianali pari a quello delle residenze, cioè a 0, 3 V/h, questo dato prima non era indicato.

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venerdì 16 luglio 2010

“Non si nasce imparati”, a meno che …

Nelle more dell’approvazione del decreto attuativo dell’art.4 lettera c) del Dlgs 192/2005, relativo ai requisiti professionali dei soggetti abilitati a redigere i certificati energetici, allo stato attuale vale quanto previsto dall’allegato 3 del DLgs 115/2008. La Regione Puglia ha istituito come obbligatorio la partecipazione ad un corso di formazione per poter essere abilitati a redigere i certificati energetici. A seguito del ricorso degli Ordini degli ingegneri pugliesi tale obbligo è stato dichiarato incostituzionale dato che alle regioni non compete l’istituzione di nuove figure professionali o limitazioni all’esercizio delle professioni. Infatti Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, ecc… prevedono la possibilità di “abilitazione alla redazione dei certificati energetici” anche da parte di professionisti in possesso di “adeguata esperienza”, senza che abbiano seguito obbligatoriamente un corso.
Nel rispetto del diritto e delle regole della professione e competenze degli architetti e degli ingegneri (giuridicamente unici professionisti abilitati a redigere le certificazioni “de facto” dato che né geometri né periti termotecnici hanno competenze in materia sia di edificio sia di impianto) è un “sentire comune” da parte di alcuni Ordini degli Architetti ed Ordine degli Ingegneri di ritenere che il solo fatto di essere laureati ed abilitati all’esercizio alla professione li renda competenti in materia energetica, … per scienza infusa.
Questo approccio svilisce la figura professionale dato che non “favorisce” l’aggiornamento delle competenze professionali in un settore (energia+edilizia e certificazione, ma lo stesso vale per altre materie, acustica, sicurezza, ambiente ecc..) quanto mai complesso ed in costante evoluzione dal punto di vista legislativo, normativo e tecnico-progettuale.
A questo si aggiunge il fatto che geometri, periti edili e periti termotecnici nell’esercitare la professione sono obbligati all’aggiornamento professionale, mentre i laureati no.
Fortunatamente le buone prassi (ovvero il professionista che si aggiorna) possono sopperire alle mancanze del diritto.

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domenica 20 giugno 2010

Tariffe del gas – Fuel Poverty

20.giugno.2010 - Nomisma Energia stima un aumento delle tariffe del metano del 3,3 % pari a 2,4 centesimi di euro al metro cubo.
Tale aumento è un valore medio, dato che il mercato consente ai distributori di adottare tariffe “liberalizzate” ovvero una parte del costo del gas è deciso dall’Autorità dell’Energia Elettrica e per il Gas (AEEG), mentre la Quota vendita è decisa dal distributore (entro range di valore fissati dall’AEEG). A questi si aggiungono imposte nazionali, regionali ed IVA.
I costi energetici li pagano tutti, ma l’incidenza di tali costi dipendono dal reddito delle famiglie.
In alcuni casi il costo-energia (120-180 €/mese) può incidere in maniera sensibile sul budget famigliare, ad esempio nel caso di soli redditi da pensione. Questo problema prende il nome di “Fuel Poverty”, povertà energetica.
La scelta di chi ha tale incidenza dei costi è, generalmente, una sola: tagliare l’utilizzo ed il periodo di del riscaldamento e così ridurre i costi delle bollette. Si sta al freddo, ma pazienza. Questa scelta può portare ad un aumento dell’incidenza dei malanni in soggetti che già per loro natura sono più deboli (anziani).
Cosa ha a che vedere questo aspetto con il blog di un software di calcolo?
Oltre a segnalare il problema, consente di porre alcune domande:
è più utile indirizzare i propri sforzi verso limiti più stringenti per i nuovi edificio (1%-2% dell’edificato), verso edifici a quasi nullo consumo energetico, oppure stimolare il mercato delle compravendite e degli affitti affinchè sia vantaggioso vendere o affittare edifici che costano energeticamente meno ?
è preferibile sforzarsi per ridurre del 80 % il fabbisogno del 2% degli edifici, oppure ridurre del 10% sull’80% del patrimonio edilizio?
La domanda si pone all’intero settore, e con maggiore forza all’edilizia pubblica.
“piuttosto che niente è meglio piuttosto”

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giovedì 10 giugno 2010

Contabilizzazione

Porto un caso specifico per la Regione Emilia-Romagna, ma credo che il problema si possa applicare ad altre situazioni nazionali. La Regione Emilia-Romagna prevede l’obbligo di un sistema di contabilizzazione nel caso di sostituzione del generatore di calore in impianto termico centralizzato (anche il DPR 59/2009 prevede la valutazione della possibilità di realizzare la contabilizzazione).
Fatto sta che il sistema contabilizzazione è oneroso e capita che il costo del sistema di contabilizzazione sia pari a quello della sostituzione della centrale termica.
L’assemblea condominiale si trova “spiazzata” dal trovare un extracosto e può decidere di votare per non realizzarlo (contro l’obbligo di legge).
Cosa deve fare il tecnico?
1) accetta la decisione assembleare e redige il progetto in difformità rispetto alle disposizioni legislative, facendosi carico dei relativi rischi;
2) recede all’incarico;
3) informa l’assemblea sugli obblighi di legge e sui vantaggi del sistema di contabilizzazione in termini di risparmio energetico (20%-30%) ed ammortamento degli extracosti ;
4) ultimo caso non c’è tecnico, l’intervento viene affidato direttamente all’impresa che lo realizza, scaricando i rischi sul Terzo responsabile dell’impianto e non è possibile accedere alle detrazioni.

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venerdì 28 maggio 2010

Detrazioni 55% possibilità di correzione

La Circolare 21/E dell'Agenzia delle Entrate consente di apportare delle correzioni alla pratica ENEA in caso di errori materiali (errore dati nell'Allegato E o F), oltre i 90 giorni dalla fine lavori e comunque entro la scadenza di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Dato che il sito ENEA del 2009 non è stato ancora "riaperto" per apportare le correzioni, la Risoluzione 44/E dell'Agenzia delle Entrate specifica che è possibile apportare le correzioni "a mano" e poi inoltrare entro 90 giorni dall'attivazioen del sito ENEA la comunicazione telematica.

I documenti si trovano sul sito dell'agenzia delle entrate:

www.agenziaentrate.it >>>

www.agenziaentrate.it >>>

www.agenziaentrate.it >>>

mercoledì 26 maggio 2010

Statistiche

Il patrimonio immobiliare esistente in Italia è costituito da 10.947.000 edifici, di cui di nuova costruzione 26.681 (dato 2003 dal Libro Bianco Energia Ambiente Edificio ENEA 2005).

Il numero di unità abitative è pari a 27.268.880 (dato Censimento ISTAT 2001) di cui 16.639.801 costruite prima del 1971 (61% del totale), quindi costruite prima di ogni legislazione in materia di contenimento dei consumi energetici degli edifici (L.373/1076), e ben 25.107.535 prima dell’entrata in vigore della Legge 10/1991, pari al 92% del patrimonio edilizio esistente, quindi senza alcun tipo di documentazione relativa o criterio relativo al contenimento dei consumi energetici.

Dal 2001 al 2008 sono state costruite circa 260.000 unità abitative nuove all’anno pari a circa 1.800.000 unità abitative (elaborazioni dati CRESME Congiunturale Cresme/Saie 2008), il che porta il numero di unità abitative al 2008 a circa 29.350.000.

In questo contesto le nuove unità abitative rappresentano ogni anno circa l’1-2% del totale. Le unità immobiliari oggetto di certificazione, ogni anno, sono circa 800.000, il 2,7% dell’intero patrimonio immobiliare, di cui meno di 1/3 riferite alle nuove costruzioni.

Il mercato immobiliare in Italia nel 2007 ha avuto 806.225 atti di compravendita, con un calo del 4,6% rispetto al 2002 (Agenzia del Territorio: Rapporto Immobiliare 2008).

Gli edifici in Italia nel 2001 (ultimi dati ISTAT) erano 11.226.595 mentre nel 1919 erano solo 2.150.259 (19,15%), nel 1945 erano 3.534.074 (31,48%) nel 1962 erano 7.161.860 (63,79%) e prima dell’entrata in vigore della L.373/1976 il primo dispositivo legislativo per il contenimento dei consumi energetici erano 9.145.066 (81,46%).

Gli edifici costruiti dal 1981 al 1991 sono stati 1.290.502 (11,50%) mentre quelli costruiti dopo il la L.10/1991 e il 2001 sono stati 791.027 (7,05%).

Quindi gli edifici “storici” costruiti prima del 1945 sono il 31,48% (3.534.074) quelli tra il 1945 e la L.373/1976 sono il 49,98% (5.610.992) quelli tra la L.373/1976 e la L.10/1991 sono il 11,50% (1.290.502) e quelli tra la L.10/1991 ed il 2001 solo il 7.05% (791.027). La maggior parte degli edifici sono quelli del “boom economico” (il 68,52%) e costituiscono gli edifici più energivori e sui quali è possibile intervenire senza “una alterazione inaccettabile del loro carattere o aspetto in riferimento ai caratteri storici o artistici”. I Dati del Rapporto Energia e Ambiente dell’ENEA del 2005 riportano i consumi energetici annuali, in Mtep, per l’edilizia residenziali misurati a partire dal 1971 riportano che il consumo di energia dal 1971 al 1981 è pari a 341,19 Mtep, pari a 127,08 tep/edificio, tra il 1981 e 1991 sono 204,88 Mtep pari a 95,00 tep/edificio, e tra il 1991 e il 2001 il consumo è stato di 549,60 Mtep pari a 162,60 tep/edificio.

Nel 1981c'erano 9.145.066 edifici che nel periodo 1972-1981 hanno consumato 341,19 Mtep pari a 37,31 tep/edificio.

Nel 1991 c'erano 10.435.468 edifici che nel periodo 1982-1991 hanno consumato 304,88 Mtep pari a 29,22 tep/edificio, con una diminizione di 8,09 ktep e una riduzione del 21,69 % di energia.

Nel 2005 c'erano 11.226.595 edifici che nel periodo 1991-205 hanno consumato 549,60 Mtep pari a 48,96 tep/edificio, con un aumento di 19,75 tep e un aumento del 67,57 rispetto al decennio precedente (a fronte di una crescita degli immobili del 7%) e del 31,22% rispetto al 1972 (a fronte di una crescita degli immobili del 19,41%%) (Riproduzione riservata. Il materiale contenuto è consultabile e riproducibile a patto di citarne fonte ed autore ed i relativi link. ).

martedì 4 maggio 2010

Detrazione 55%

Segnalo il seguente link al resoconto dell'ENEA "Detrazioni fiscali per l'efficienza energetica: analisi, risultati e prospettive" nel quale sono illustrati i risultati della detrazione del 55% e gli auspici per il futuro:

http://www.enea.it/eventi/eventi2010/DetrazioniFiscali040510/Resoconto040510.html

venerdì 23 aprile 2010

Pubblicità

Su un quotidiano ho notato la pubblicità di ENEL “Anche le case hanno un classe energetica – Scopri come avere la certificazione energetica” su un altro opuscolo di compravendite immobiliari leggo “Certifica - Il servizio di certificazione energetica del gruppo Tizio” e poi una pubblicità di una impresa di costruzione che pubblicizza un nuovo residence con 23 appartamenti certificati in Classe A, con tanto di scala delle classi energetiche A-G dal Certificato Regionale.
Alcuni operatori di settore nel Modenese notano una maggiore difficoltà di vendita gli edifici di nuova costruzione i cui lavori sono terminati in questo anno e che sono al di sotto della Classe C, a prescindere dal rispetto dei limiti minimi di legge.

martedì 6 aprile 2010

e la chiamano estate - parte 3

Il 25 marzo 2010 è entrata in vigore la UNITS 11300 parte 3 : 2010 "Prestazioni energetiche degli edifici - parte 3: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione estiva".
La norma tecnica consente di calcolare rendimenti e fabbisogno degli impianti di climatizzazione estiva, degli impianti fissi con macchine frigorifere azionate elettricamente o ad assorbimento.
La norma si riferisce al calcolo del fabbisogno di energia e non al dimensionamento dei componenti, per i quali sono previste norme specifiche (per approfondimenti CEN UMBRELLA UNIEN 15615)

Il calcolo parte dai risultati della UNITS 11300 parte 1 "fabbisogno energia termica utile per il raffrescamento estivo Qc" espresso in kWh, ed vi applica i rendimenti dei sottosistemi di distribuzione dell'impianto di climatizzazione: emissione, regolazione, distribuzione e produzione.

L'Efficienza di generazione delle macchine frigorifere in relazione alla loro tipologie è riferita all'indice EER (Energy Efficiency Ratio) in condizioni di riferimento.

L'approvazione della norma UNITS 11300 parte 3 comporta una ulteriore novità nel campo della prestazione e certificazione energetica degli edifici.
Dal punto di vista tecnico i progettisti possono qualificare e calcolare anche il fabbisogno di energia primaria dell'impianto di climatizzazione estiva e quindi scegliere il più adatto e meno energivoro.
La climatizzazione estiva non è più interpretabile come un elettrodomestico
Dal punto di vista legislativo e normativo, oltre all'adeguamento dei software, saranno introdotti a livello nazionale e/o regioanle i limiti anche per la climatizzazione estiva, come per quella invernale (EPi). Su questo va detto che manca una approfondita letteratura tecnica di riferimento e casi studio.
A questo si aggiunge che anche le classi energetiche, la certificazione degli edifici dovrà adeguarsi.

... stay tuned!

mercoledì 31 marzo 2010

Detrazione 55% 2010

E' attivo il sito ENEA per l'invio delle pratiche per la detrazione del 55% degli interventi di riqualificazione energetica SOLO per gli interventi con chiusura lavori nel 2010, cioè:
  • per gli interventi con titolo abilitativo (DIA o permesso di costruire) la Dichiarazione di Fine Lavori con data nel 2010;
  • per interventi senza titolo abilitativo quali sostitituzione generatori di calore o installazione di pannelli solari può far fede come collaudo (e quindi come fine lavori) la Dichiarazione di conformità DM 27/2008, se previsti;
  • per altri interventi (infissi) fa fede la data di collaudo dell'intervento.
Non fanno fede come data di fine lavori le fatture o i bonifici (Risoluzione 244/E 2008 - Agenzia Entrate)

Si ricorda che l'invio della documentazione ENEA è da farsi ENTRO 90 giorni dalla date di chiusura dei lavori.

Link: http://finanziaria2010.enea.it/

Sempre nella speranza che il Governo decida di rinnovare gli incentivi del 55% oltre il 2010.

Corollario: Il Sole 24 ore del 25 marzo riporta che le detrazioni fiscali del 55% hanno comportato, dal 2007, un importo di lavori eseguiti per 8 miliardi di euro con previsione fine 2010 12 miliardi.

mercoledì 24 marzo 2010

Briciole

Il 19 marzo 2010 è stato emanato dal Governo il Decreto Legge “Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l'altro, nella forma dei così detti "caroselli" e "cartiere", di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori” in particolare sono previsti incentivi per i nuovi immobili ad alta efficienza energetica, con importo pari a 116 €/m2 fino a un massimo di 7.000 € per la Classe A e di 83 €/m2 fino ad un massimo di 5000 € per edifici in Classe B. La motivazione del Ministero dello sviluppo Economico che ha introdotto tale incentivo è che “la misura orienta l’acquisto verso prodotti efficienti energeticamente e sostiene un settore con un forte indotto occupazionale”.
Lo stanziamento è di 60 milioni di euro, e saranno erogati fino ad esaurimento delle somme stanziate e comunque entro il 31 dicembre 2010, quindi stimando 7.000 € per incentivo è pari a 8.500 – 9.500 interventi che possono beneficiare dell’incentivo (quanti sono gli atti di compravendita per gli edifici di nuova costruzione ogni anno in Italia?).
Bisogna considerare che si riferisce all’acquisto di immobili e quindi, tenendo conto che il ciclo medio dell’edilizia è di tre anni, si rivolge ad edifici che il costruttore (o l’immobiliarista o il progettista) aveva già deciso di edificare con alte prestazioni energetiche. Il termine degli incentivi (31 dicembre 2010) è tale da non rendere conveniente investire nel progettare o costruire un edificio nel 2010 la cui fine lavori sarà nel 2013. A meno che non si è certi di un rinnovo negli anni futuri, se l’incidenza di tale incentivo è tale da stimolare la domanda.

Speriamo comunque che rinnovino la Detrazione del 55%.

giovedì 11 marzo 2010

DIRETTIVA 2002/91/CE RECASTING

Il 17 maggio 2010 sarà discussa dal Parlamento Europea in sessione plenaria la seconda lettura della “rifusione” della Direttiva 2002/91/CE, che aggiornerà (e sostituisce) la precedente Direttiva. Gli Stati membri dovranno quindi recepirla adeguando la propria legislazione in materia. In Italia non si è ancora concluso il processo di recepimento a livello nazionale, visto che manca il Decreto Attuativo sul requisito dei soggetti certificatori, ma lo Stato ed alcune Regioni (dal 18 marzo saranno operative anche le procedure in Toscana) hanno legiferato in materia, rivoluzionando il settore delle costruzioni. Il dibattito in materia di rendimento e certificazione energetica si concentra su vari temi, tra questi:
  • le differenti classificazioni presenti a livello nazionale e regionale,
  • il ruolo di terzietà del soggetto certificatore, avversato da alcune categorie che ritengono il ruolo del professionista capace di garantire la messa in dubbio dei contenuti del proprio operato;
  • le finalità della stessa certificazione energetica, vista non come mezzo e strumento comunicativo per il mercato (come ritengo debba essere usata dagli operatori del settore) ma come fine
  • oltre ad altri temi legati alle soluzioni tecnologie iper-isolanti, l’uso di fonti rinnovabili (prediligendo il fotovoltaico) e le metodologie di calcolo (per fortuna in Italia valgono le UNI TS 11300 e solo la Lombardia ha scelto, leggittimamente, di dotarsi di un proprio metodo)
La nuova Direttiva porterà alcune novità ed è utile conoscerle anche per cercare di capire la volontà del legislatore:

INCIDENZA DEL SETTORE COSTRUZIONI per raggiungere gli obiettivi EU del 20-20-20%, quindi non solo aggiungere fonti rinnovabili (soluzione semplice), ma ripensare la stessa funzione della progettazione architettonica in termini energetici;

APPROCCIO TERMOECONOMICO: nella direttiva è riportato in più parti ed all’articolo 5 “livelli ottimali in funzione dei costi” la relazione tra prestazione energetica, intervento edilizio e costi di investimento per l’intervento e dei risparmi economico/energetici conseguenti, la stessa definizione di “ristrutturazione importante” è espressa in funzione del costo complessivo delle ristrutturazione;

PRETESA DI ALTE PRESTAZIONI DEGLI EDIFICI fino a prevede che gli Stati si dotino di un piano nazionale per i “Net zero Energy buildings”, edifici a consumo di energia NULLO;

Il richiamo alla Direttiva 2006/32/CE ed agli esperti qualificati e riconosciuti che operino in maniera competente ed indipendente, da qui la necessità e la possibilità di aggiornarsi come professionisti.

Nel mercato vi sono tre tipi di imprenditori e professionisti: quelli bravi, quelli meno bravi e quelli furbi. La Direttiva ed il certificato energetico consente di premiare le imprese brave se si avvalgono di professionisti che operano seriamente, con il riconoscimento “sociale” ed economico, alla imprese meno brave di migliorarsi, ed a quelle furbe di trovare (almeno) dei concorrenti.

Per ulteriori informazioni:
http://www.europarl.europa.eu/oeil/file.jsp?id=5716032

martedì 9 marzo 2010

Benvenuti

Benvenuti, questo è il primo post del Blog, uno spazio virtuale messo a disposizione da Logical Soft.

L’intento è quello di fornire occasioni di scambio culturale oltre che di informazioni ed interpretazioni, sui temi dell’energia e dell’edilizia, della progettazione architettonica ed impiantistica, certo che il ruolo dei professionisti (ma non solo loro, anche le imprese e i cittadini) non sia quello di meri esecutori o “risolvitori di problemi”, ma di figure culturalmente attive e riconosciute nelle scelte e dinamiche sociali che interessano la collettività, quali, appunto, le azioni di modifica del territorio e le ricadute ambientali delle scelte ed abitudini energetiche.

I temi di cui mi occupo come interesse personale e professionalmente riguardano la “progettazione energetica dell’architettura”, la modellazione dei comportamenti energetici, gli aspetti normativi e legislativi, incluse le interpretazioni, la certificazione energetica, la gestione dell’energia ed i relativi aspetti di politica energetica, insomma tutto quello che ha a che vedere con l’edilizia e l’energia … in alcuni casi affrontati con la competenza del tecnico-esperto in altri del semplice appassionato del tema.

I temi energetici hanno incominciato ad interessare gli operatori del settore delle costruzioni dopo la Direttiva 2002/91/CE, a seguito dei nuovi adempimenti legislativi, ma anche perché lo “zeitgest” degli acquirenti, dei decisori politici e di tutti i “sentiment” del settore, sono più attenti ed esigenti sulla qualità del costruito. Affrontare i temi energetici solo come risposta ad un problema, è, secondo me, l’approccio sbagliato, la questione energetica è parte della progettazione, pianificazione,costruzione ed uso del territorio e degli edifici.

Come mi hanno fatto notare I post devono essere brevi, altrimenti non vengono letti,ma se siete arrivati fino a qui vi invito a commentare e proporre temi di discussione.